martedì 14 luglio 2009

No all'obbligo di rettifica

sabato 11 luglio 2009

Ossessioni di e.b.


Ossessioni

Un fischio sottile, persistente, nella notte, o è quasi l'alba?
Si mettono in fila, con passo spedito spuntano da ogni dove, vanno a ingrossare il mucchio che cammina, sembrano minatori diretti alla miniera oppure gli operai di una fabbrica...lavoratori della notte provvisti del loro zainetto di provviste.
Poi si separano, in silenzio, formano file più sottili e più lunghe che si disperdono in mille direzioni, e camminano, sanno dove andare!
L'alba è ancora lontana. E' notte dunque.

Infine ognuno è al suo posto, come in una catena di montaggio.
Si stendono accanto a chi dorme, con piccoli movimenti insistenti rendono palese la loro presenza, finchè non diventa evidente...è il loro lavoro, dopotutto.
Mica hanno tempo da perdere!

Il marito geloso riemerge dal suo sonno agitato. Guarda la moglie che dorme con un sorriso sulle labbra e si sente derubato...se le potesse cancellare quel sorriso che lo colpisce come un pugno! Se almeno piangesse nel sonno...sarebbe meglio!
Tutto sarebbe meglio della certezza che ha, che lo tormenta, che gli impedisce di respirare...che gli spalanca gli occhi nel mezzo della notte!

L'infermiera ha chiuso gli occhi per un attimo (quanto?), li apre e questi vanno a cercare il monitor: non lampeggia...grazie a Dio! Poi si rende conto che è presto, potrebbe ancora dormire (per quanto?) tanto vale alzarsi, non si sa mai...

Il marito infedele ha gli occhi spalancati, nel buio grida senza voce:
-Domani glielo dico! Domani glielo dico! E' finita.
Amo un'altra, questa è la verità! Sono un vigliacco...un verme!
Ma questa mi è entrata nel sangue...devo parlare.Come?...Quando?

Il vecchio avaro si dimena nel suo sonno bagnato.
- I miei soldi! Vogliono fregarmi...tutti d'accordo! Gli avvocati...buoni quelli! Sanguisughe, ecco cosa sono! Ma io, non sanno con chi hanno a che fare...

La casalinga si sveglia di botto, sorpresa.
-Che sogno! Bello, ma strano...correvo, correvo, e la gente mi guardava perchè io ero in alto...libera! Col cavolo!
Se non mi do da fare qui si ferma tutto! Possibile che non mi riesce di fare un sonno come si deve? Domani ne prendo due di pasticche!

L'attore si alza, è l'ultima volta, giura!
Deve ripassare quel pezzetto...deve essere sicuro...l'intonazione? L'espressione? Sono giuste. Ma l'ironia...come si rende l'ironia? Nel cuore della notte...poi!

Lei scrive, di soppiatto,ruba il tempo di ore impossibili.
-Presto, devo alzarmi! Devo scrivere, prima che i pensieri prendano a correre...a disperdersi, allargarsi, come l'olio versato per sbaglio...
Devo chiuderli in un recinto o forse formare una catena, sì la catena, li aggancio uno all'altro, poi mi basterà tirare, per averli tutti!
...e quello che pende? Rischia di cadere nel vuoto...Andato!
-Stupida! Stupida!
-Dovevo catturarlo per primo! Sempre così!
Ora quello si acquatta...torna quando gli pare...mi scava, mi tormenta...quello diventa un'OSSESSIONE!

mercoledì 8 luglio 2009

Ode al peschereccio di Neruda



ODE AL PESCHERECCIO
All’improvviso nella notte pura
e stellata
il cuore della barca, le sue arterie,
scattarono,
e occulte
serpentine costruirono
nell’acqua
un castello
di serpenti:
il fuoco distrusse quanto aveva
nelle sue mani
e quando con la sua lingua
toccò
la chioma
della polvere da sparo
scoppiò
come un tuono,
come sconfitta capsula,
l’imbarcazione da pesca.
Quindici
furono i
morti
pescatori,
disseminati
nella
notte fredda.

Mai
ritornarono da questo viaggio.
Né un solo dito di uomo,
né un solo piede nudo.

È poca morte quindici
pescatori
per il terribile
oceano
del Cile,
ma
quei
morti erranti,
espulsi
dal cielo e dalla terra
da tanta solitudine in movimento,
furono
come cenere
inesauribile,
come acque luttuose
che cadevano
sopra
le uve della mia patria,
pioggia,
pioggia
salata,
pioggia divoratrice che colpisce
il cuore del Cile e i suoi garofani.

Molti
sono,
si,
i morti
di terra e di mare,
i poveri
della miniera
ingoiati
dalla scura
marea della terra,
corrosi
dai
solforici
denti
del minerale andino,
e nella
strada,
nella fabbrica,
nel
tristissimo ospedale
dell’abbandono.
Si,
sono
sempre
poveri
i prescelti
dalla morte,
i raccolti in grappolo
dalle mani gelate
della raccoglitrice.

Ma questi
dispersi
in piena, in piena ombra,
con stelle
verso tutte le acque
dell’oceano,
quindici
morti
erranti,
poco
a
poco
integrati
col sale, con l’onda,
con la schiuma,
questi
senza dubbio
furono
quindici
pugnali
conficcati
nel cuore marino
della mia povera
famiglia.

Solamente
possiederanno l’ampia
bara dei acqua scura,
l’unica luce
che veglierà
i loro corpi
sarà
l’eternità
delle stelle,
e mille anni
vedova
vagherà per il cielo
la notte del naufragio,
quella notte.

Ma
dal mare
e dalla terra
torneranno
qualche giorno
i nostri morti.
Torneranno
quando
saremo
veramente
vivi,
quando
l’uomo
si sveglierà
e i popoli
cammineranno,
essi
dispersi, soli, confusi
col fuoco e l’acqua,
essi
triturati, bruciati,
in terra o mare, forse
saranno riuniti
finalmente
nel nostro sangue.
Meschina
sarebbe la vittoria solamente nostra.
Essa è il fiore finale dei caduti.
1956

Questa poesia è dedicata a una scrittrice/poetessa di rara sensibilità, dalla parola che incanta e soggioga per l'innegabile bellezza.
Un omaggio dovuto a Savina Dolores Massa che ci ha donato "Undici" ed.Il Maestrale, un libro che si legge con sofferenza,impregnato di amore per la verità, difficile da dimenticare!

domenica 5 luglio 2009

Zahir e Batin: il visibile e il nascosto "Perché le donne velate sono un insulto all’Islam"


Ogni tanto mi viene l'impulso di "sbirciare" su giornali che abitualmente non leggo per rendermi conto di ciò che leggono gli Italiani che non la pensano esattamente come me. Oggi mi ha colpito un articolo della redazione del Giornale che riporta il pensiero di Tahar Ben Jelloun, un noto scrittore marocchino impegnato nella lotta contro il razzismo.
Riporto solo la parte finale dell'articolo, tratto da Il Giornale.it, perchè mette l'accento sul ruolo della donna nei paesi musulmani e sul significato "nascosto" del velo islamico che condivido pienamente.

In occidente la donna può mostrarsi come crede, ma siamo certi che la sua condizione di donna sia in linea con i principi di Libertà e Democrazia che da ogni dove vengono sbandierati?

"I credenti che hanno interpretato il messaggio divino in modo semplicistico e letterale non hanno capito nulla dello Spirito e si accaniscono nella gestione delle apparenze. È sintomatico assistere oggi ad appassionati dibattiti su un particolare tipo di visibile/ invisibile. Penso all'invocazione del velo integrale per la donna, che sia con un burqa afghano o con un nikab (pachistano). In entrambi i casi la donna è coperta di nero dalla testa ai piedi, come un fantasma. In questi casi, l'uomo rivela i suoi problemi intimi con la sessualità: nascondendo la propria moglie, la propria figlia o la sorella, pensa di allontanare ogni desiderio o attrazione sessuale negli uomini della strada.

Questo comportamento, che è etnico e non religioso (non è infatti assolutamente musulmano) è la prova della paura della donna. La si rende invisibile per impedirle di esistere socialmente e sessualmente. È anche prova di grande ignoranza; l'Islam è più di una religione, è una cultura e Allah ha dato all'uomo non solo il suo libero arbitrio ma lo ha reso responsabile delle sue azioni. Così, il marito che rende sua moglie un fantasma nel nome dell'Islam è un ignorante che offende la parola di Dio. Pensa, coprendo sua moglie, di essere devoto all'Islam. Errore, è devoto al visibile, all'apparenza, che fa della donna una schiava del suo desiderio; uccide in lei ogni libertà, cosa che Dio non gli perdonerà."

giovedì 2 luglio 2009

da "Mia signora della parola" di Jolanda Catalano


Ascolta,
non so se un alito di voce
possa condurre il canto
oltre i confini astratti del non detto
o nell’abisso-fuoco che riaffiora.
Di questa identità
che spesso non mi è chiara
afferro al volo, a volte, qualche verso
e poi lo spargo nel Tempo che dimora
dove si strugge e vive
amore e pianto.



Voi non potete capire
le mie mani d’unguento
sulla carta
sciogliere enigmi
e spargere parole
con ali mozzate
di vento sulla nuca.
No, non potete sapere
il foglio che si copre
di crepe e mancamenti
e gocce di sangue
rifluire
dopo il ristagno amaro
del non detto.
E se Poesia fu,
è o sarà un verso
che sia ampio di spazio
e di respiro al petto.



Mi hai detto di seguirti
e t’ho seguita.
Fin nel deserto
ho scavato a fondo.
Che vuoi di più ancora
se sanguinano le dita
e graffi crudeli
bloccano il costato?
Poesia che a tratti ti nascondi
e poi mi indichi la via,
che cosa da scoprire
che già non sia,
mia feroce, mia pena,
mia estasi infinita.

Tre poesie inedite della grande Jolanda dedicate alla Poesia!
Difficili per me da commentare, tratte da una raccolta che mozza il fiato nel rivelarci un animo straordinario che sa tradursi, magicamente, in parole difficili da dimenticare... Grazie Jolanda! Grazie anche a Francesco Marotta.

giovedì 25 giugno 2009

Continua la repressione a Teheran


Nuove manifestazioni, la polizia interviene con durezza
Un nuovo video mostra la morte di un manifestante negli scontri a
Teheran, torna la protesta
La Cnn: "La polizia spara"
La denuncia dei blogger: "I familiari di Neda sono spariti"
La Casa Bianca non invita i diplomatici iraniani per il 4 Luglio

TEHERAN - "Una violenta repressione è in corso a Teheran". L'edizione online della Cnn, fornisce i dettagli di quello che - dalle cronache - sembra essere un massacro. E lo fa con parole drammatiche: "Le forze di sicurezza colpiscono con bastoni e armi da fuoco i dimostranti che hanno provato a radunarsi in una piazza di Teheran per continuare le proteste". E un nuovo video diffuso su internet mostra un ragazzo ucciso negli scontri. Il ragazzo viene trascinato sanguinante tra le urla della gente: gli occhi sono sbarrati e intorno a lui sono scene di disperazione.

La repressione. Il ministero dell'Interno iraniano non ha concesso l'autorizzazione per raduni di protesta che dovessero essere tenuti domani in segno di lutto in Iran per commemorare i manifestanti uccisi nei giorni scorsi.

Le notizie dai blogger. Tramite il web, e in particolare su Twitter e Facebook, da Teheran arrivano notizie di violenze da parte delle forze di sicurezza. A partire dal fatto che le forze di sicurezza avrebbero "portato via" i familiari di Neda, la diciottenne uccisa da un colpo di pistola sparato dalla polizia. Altri raccontano di agenti di polizia che prendono a bastonate i manifestanti. Altri lanciano allarmi più precisi: "La polizia spara". E ancora: "Tutti gli ospedali sono circondati dalla milizia per controllare perché la gente ci entra, se per ferita da arma da fuoco o da manganello. Ti arrestano e ti picchiano".

Arrestati 25 giornalisti. Tra gli altri sono finiti in manette 25 giornalisti e dipendenti di Kalemeh Sabz, giornale di Moussavi autorizzato poco prima delle presidenziali e proibito dopo il contestato scrutinio.

Khamenei: "Non cederemo". Il regime non ha intenzione di cedere "in alcun modo" alle pressioni internazionali. "Tutti devono rispettare la legge. Il sistema islamico e il popolo non accetteranno ad alcun costo l'uso della forza", ha sottolineato Khamenei all'indomani, fral'altro, delle parole di condanna pronunciate dal presidente americano Barack Obama. Il ministro dell'Interno Sadeq Mahsouli accusa Washington: i "rivoltosi", afferma, sono finanziati dalla Cia e dal gruppo d'opposizione in esilio dei mujaheddin del popolo iraniano, oltre che manovrati dal "regime sionista".

La morte di Neda. Dopo aver sostenuto per giorni che le foto e i filmati erano fabbricati ad arte, per la prima volta la polizia iraniana ha ammesso che è stata effettivamente uccisa da un proiettile Neda Agha-Soltan, la giovane divenuta, dopo la morte, simbolo della protesta. Secondo alcuni testimoni, ad aprire il fuoco sulla folla sarebbe stato un uomo non ancora identificato, ma non un agente delle forze di sicurezza.

Il nobel Ebadi difenderà la famiglia di Neda - Il premio Nobel Shirin Ebadi, l'iraniana che dirige il Centro per la difesa dei diritti umani, una Ong attualmente al bando a Teheran, ha detto in un'intervista alla tv satellitare al-Jazira di essere pronta a "rappresentare legalmente" la famiglia di Neda Agha Soltan.

Le accuse dell'opposizione. Uso improprio di fondi pubblici, nomine pilotate tra gli organizzatori della consultazione, schede senza numero di serie, troppi timbri in circolazione, rappresentanti di lista dell'opposizione tenuti alla larga dai seggi dove forse sono arrivate urne già piene di voti. Queste le accuse contenute in un comunicato di tre pagine pubblicato sul sito di Moussavi. Nel testo, il "Comitato per la protezione dei voti" chiede la creazione di una "commissione", "accettabile per tutte le parti in causa", che operi "per esaminare tutta la procedura elettorale". Il documento denuncia "l'utilizzo su larga scala di mezzi del governo in favore del proprio candidato", il presidente Ahmadinejad.

Ufficiale: "L'Iran non sarà al G8". Il ministro Mottaki ha confermato che non parteciperà domani alla riunione allargata dei ministri degli Esteri del G8 a Trieste su Afghanistan e Pakistan. L'assenza era stata annunciata lunedì dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. Che a proposito delle cronache giunte nel pomeriggio dalla capitale iraniana, ha commentato: "Notizie orribili, è un problema per la comunità internazionale".
(24 giugno 2009)da Repubblica.it sez.Esteri

In Iran soppressa ogni forma di protesta, persino un corteo per celebrare il lutto per i manifestanti morti nei giorni scorsi...
Temo che ci saranno altri morti. Questo è il volto duro, spietato del Regime che pretende il consenso con la forza! Prendiamone atto.

mercoledì 24 giugno 2009

Le streghe di San Giovanni



Le streghe di San Giovanni

Dal 23 al 28 giugno presso i giardini di via Sannio il Municipio Roma IX farà rivivere l’antica tradizione attraverso l’allestimento di un vero e proprio “villaggio delle streghe”, tutto incentrato sui saperi femminili: teatro, cinema, spazi per la valorizzazione della creatività artigianale ed imprenditoriale delle donne insieme ad un programma musicale incentrato sulla presenza artistica femminile.
Sarà possibile assistere ad esibizioni di trampolieri e giocolieri, spettacoli di teatro di strada e giocoleria, cabaret, lettura di poesie romanesche, spettacoli pirotecnici. Inoltre si potrà degustare piatti della cucina tipica romana ed ascoltare dell’ottima musica.
Il 26 giugno sul palco salirà Tosca, il 27 Lara Martelli, mentre in tutte le altre serate si esibiranno gruppi e cantanti che interpreteranno, sempre, almeno un brano tradizionale romanesco.
Per la realizzazione di questo evento il IX Municipio si è avvalso della collaborazione del Circolo degli Artisti e di Init, ai quali è stata affidata la direzione organizzativa, artistica e la programmazione musicale.
Il villaggio delle streghe sarà attivo tutte le sere a partire dalle 18 fino alla mezzanotte.
Per maggiori informazioni http://www.circoloartisti.it/FESTASTREGHE.

Ricordo il vecchio ritornello:" Tremate, Tremate...le Streghe son tornate!"

Auguri di Buon Onomastico ai Giovanni e alle Giovanne del web!